Informazioni utili per vacanze e week end a Tuoro sul Trasimeno: manifestazioni ed eventi, agriturismo, affittacamere, appartamenti, camping, hotel e alberghi
2-5-7-16-17-18 Agosto 2007
Due repliche per ogni sera,
ore 21.00 e ore 23.00 -
Obbligatoria la prenotazione numero max di posti n°50
Per Informazioni Associazione Pro-Loco Tuoro sul Trasimeno:
Tel.Fax (+39) 075825220
Orario: 9,00-12,00 / 16,00-19,00 dal luned́ al sabato;
Domenica e Festivi 9,00-12,00
La Battaglia del Trasimeno, prima grave disfatta subita dai Romani ad opera dell'esercito cartaginese, guidato da Annibale Barca nel 217 a.C., viene rievocata in un evento teatrale che ricrea il clima e le atmosfere presenti in ogni situazione di guerra, in qualsiasi epoca, inserendo gli spettatori in un meccanismo di partecipazione ad un azione che "entra" nel vivo dei fatti narrati. Un viaggio-avventura, con tratti in pullman ed a piedi, ricco di emozioni e colpi di scena, nel quale gli spettatori interagiscono con gli attori diventando protagonisti dell'evento.
La prima guerra punica si era conclusa nel 214 a.C. con la sconfitta dei Cartaginesi alle isole Egadi. I Romani potevano così sancire un più vasto dominio sul Tirreno, costringendo i loro accaniti rivali ad abbandonara la Sicilia e le isole circostanti. L'esito della guerra ebbe su Cartagine conseguenze soprattutto economiche. Infatti l'obbligo di pagare un tributo annuale a Roma era reso più gravoso dalla mancanza dei vecchi introiti provenienti dalle province perdute e dal ristagno delle attività commerciali.
L'antica città fenicia, però, non si diede per vinta e, sotto la guida di Amilcare e Asdrubale Barca preparò con cura le tappe della propria riscossa. I Romani, dapprima, non ostacolarono l'espansione dei Cartaginesi in Spagna, pensando di controllarla agevolmente e preferendo concentrarsi sul pericolo che veniva dalle onde galliche e germaniche del nord; ma in seguito ruppero gli indugi firmando l'alleanza con la città spagnola di Sagunto, creando di fatto il pretesto per scatenare una nuova guerra. Il giovane Figlio di Amilcare, Annibale, diede il via alle ostilità assediando e distruggendo Sagunto. Le richieste inaccettabili degli ambasciatori romani , che pretendevano la consegna di Annibale e di tutti i responsabili della distruzione, ufficializzarono di fatto l'inizio della seconda guerra punica: era l'anno 219 a.C..
Vari studiosi, rifacendosi alla principali fonti rappresentate da Polibio e Tito Livio, hanno cercato di ricostruire in modo puntuale la mappa dei luoghi della battaglia. L'ipotesi più accreditata concentrava l'avvenimento all'interno dell'anfiteatro naturale formato dalle alture tra Monte Gualandro e Montigeto, ovvero la conca di Tuoro. Le diverse interpretazioni sono partite da un dato comune: la conformazione topografica della zona lacustre è cambiata sensibilmente nel corso dei secoli, modificando di conseguenza la linea di costa. Ma mentre sino a non molto tempo fa sembrava prevalere l'ipotesi che all'epoca della battaglia il lago avesse un'estensione maggiore, più recentemente si è fatta strada una teoria contraria, secondo la quale, le dimensioni del lago sarebbero state inferiori a quelle attuali.
Se ciò fosse vero, l'area della battaglia dovrebbe allargarsi notevolmente, pur rimanendo la conca di Tuoro il suo luogo principale. in ogni caso, se ancora rimane da definire puntualmente il teatro della battaglia, resta indiscutibile la sua importanza, soprattutto per le ripercussioni che essa ebbe.
La mattina del 24 giugno 217 a.C., secondo il calendario non riformato ( corrispondente all'aprile di quello giuliano ), il console Caio Flaminio diede ordine alle sue legioni di rimettersi in marcia all'inseguimento dei Cartaginesi. La sera prima, Annibale si era premurato di fare accendere alcuni fuochi sulle colline di Tuoro perché i Romani credessero le truppe più lontano di quanto non fossero. In realtà, aveva disposto i suoi uomini in modo da circondare completamente i nemici.
I Romani si misero in marcia snodandosi lungo la stretta vallata, sulla quale gravava una fitta coltre di nebbia. Improvvisamente Annibale diede il segnale dell'assalto generale. Dalle colline circostanti scesero, con una enorme forza d'urto, la cavalleria e la fanteria dei Cartaginesi che attaccarono l'esercito da ogni direzione. I Romani non ebbero il tempo di disporsi nel loro abituale assetto di battaglia e furono costretti a combattere in ordine sparso, venendo sospinti facilmente verso il lago, senza alcuna possibilità di scampo. Fu un massacro terribile: vennero uccisi 15.000 soldati romani ed anche il console Flaminio perse la vita in battaglia.
La tradizione vuole che il corrente che bagnava la zona per ben tre giorni fosse rosso di sangue, venendo per questo chiamato Sanguineto. La notizia della gravissima disfatta portò lo scompiglio a Roma, diffondendo nella popolazione un forte sentimento di sconforto e di sfiducia. Si aprì nell'Urbe una crisi costituzionale che portò alla nomina da parte del popolo di un dittatore, Quinto Fabio Massimo, cui venne affidato il comando dell'esercito.
Le guerre con Annibale, che sarebbero durate per altri quindici anni, ebbero anche pesanti conseguenze di carattere sociale ed economico. Le continue devastazioni delle campagne spinsero numerosi contadini a fuggire dai campi ed a rifugiarsi nelle città; inoltre molti piccoli proprietari; arruolati nell'esercito romano, furono costretti; al ritorno dalle guerre, a rivendere le loro terre per pagare i debiti. Mentre il ceto medio si assottigliava progressivamente, la concentrazione della proprietà terriera in poche mani dava origine al latifondo.
Ebbe così inizio quella crisi agraria che nel meridione d'Italia si sarebbe protratta fino ai nostri giorni. La definitiva vittoria contro i Cartaginesi spinse i Romani ad iniziare una politica imperialista ed espansionista che avrebbe prodotto, nella seconda metà del II sec.a.C., un enorme allargamento del loro territorio, creando le basi per la nascita dell'Impero.

Annibale Barca
Il Centro Documentazione sulla Battaglia del Trasimeno